Sul forum femminile del pene


Il desiderio femminile nell'isteria e nella melanconia di Paola Zaretti Del soggetto femminile finalmente in questione. Il desiderio femminile fra peripezia e riconoscimento Nell'isteria e nella melanconia. C'è una questione macroscopica elusa, si sa, nella teoria psicanalitica: l'Edipo femminile. La fondazione del Forum, il nostro essere qui, testimoniano di un evento straordinario, del fatto che tale questione è arrivata - al termine di una lunga corsa - sul forum femminile del pene suo capolinea per aver esaurito il suo tempo logico, il tempo, per le psicanaliste donne, per comprendere.

Per comprendere che la teoria che si trovano fra le mani sulla questione femminile, pone forse più sul forum femminile del pene di quanti non ne risolva. Che si parli di buco nelle teoria o di teoria bucata, di forclusione del nome della madre o di miseria simbolica, che se ne dica - nelle più svariate forme e con gli stili più diversi - che se ne avverta l'inadeguatezza o che se ne denunzi l'impotenza, non cambia la sostanza del problema.

Vale a dire la necessità, non ulteriormente rinviabile, di conoscere e di definire con il maggior rigore teorico possibile, i termini precisi della questione. L'esigenza che avverto - un'esigenza forte che ha dato impulso a questo lavoro - consiste nella necessità di fare un passo avanti - sia pure a costo di fare alcuni passi indietro - per rimettere la questione femminile sui suoi cardini, avrebbe detto Amleto. Intendo dire che una certa spinta, per certi versi troppo in avanti, nella teoria, ha prodotto una sorta di sovrapposizione, sul forum femminile del pene coincidenza fra due tempi che coincidenti non sono: il momento per comprendere e il momento di concludere con il risultato di un'anticipazione del secondo a scapito di una maturazione del primo.

In verità, all'intuizione folgorante dell'esistenza di questo dato di realtà, si deve la nascita, la crescita e la grande diffusione del movimento femminista degli anni '70 che - bisogna dire - non è andato, né sarebbe potuto andare, molto più in là di questa intuizione, i cui effetti nel sociale furono e continuano ad essere riconoscibilissimi, sia pure, a volte, in forme destabilizzanti se non devastanti per le donne stesse.

Eppure, malgrado i trent'anni trascorsi, si ha l'impressione che questa intuizione fondamentale non abbia ancora raggiunto quella chiarezza e quello spessore teorico necessario neppure - beninteso - all'interno del campo psicanalitico femminile, che le permetterebbero di trasformarsi in un progetto di revisione teorica impegnato a definire meglio la posizione donna in relazione all'ordine significante e, quel che più conta, in relazione alla cura.

Credo che persino la fondazione del Forum, rispetto allo stato attuale sul forum femminile del pene sapèri teorici sulla questione femminile, rappresenti una considerevole anticipazione temporale in cui non c'è corrispondenza fra il momento di concludere è indubbio che l'esistenza del Forum rappresenti un tale momento e il livello d'elaborazione che permetterebbe di concludere davvero - nel senso di un passaggio ad una nuova fase, nel senso di cambiar musica.

Come dire che vorrei trasformare il punto d'arrivo più alto - che il Forum certo rappresenta - in una discesa per una ripresa teorica senza scorciatoie. Eppure vale la pena anticipare sin d'ora che questa distanza - cui pure non manca una sua ragion d'essere - è meno radicale di quanto possa sembrare.

In un lampo anticipatorio vorrei rilevare che la scelta di situare il desiderio femminile, nel titolo, fra isteria e melanconia, non è casuale non essendo affatto accertato che questo desiderio nell'accezione appena suggerita che mi piace conservare possa davvero realizzarsi nella sua forma più pura, senza l'ingombro di una patologia, possa offrirsi, insomma, nella sfera della Salute termine da intendersi in senso nietzschiano, nel senso come ottenere unerezione rapida Grande Salute da non confondersi con la cosiddetta normalità.

Un dubbio ed un sospetto che hanno la loro ragion d'essere, come ho già avuto occasione di dire, in quell'impossibile che c'è schifo uscito sul pene una donna ad essere una donna e dunque nell'impossibile via d'accesso al proprio desiderio di donna.

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Un ultimo breve scorcio per dire che la mia riflessione sull'Edipo femminile sarà incentrata a su quella disimmetria fondamentale che c'è nello sviluppo sessuale fra un uomo e una donna e che caratterizza il percorso femminile un percorso anomalo, segnato da due stravaganze ravvisabili nel cambiamento d'oggetto e di zona erogena; b sul ruolo dell'identificazione nell'Edipo maschile e femminile in rapporto alla scelta d'oggetto.

A missione compiuta, ci sarà facile constatare che mentre sul versante edipico maschile l'identificazione simbolica al padre, mettendo fine al complesso attraverso la formazione dell'Ideale dell'Io costituisce il fondamento dell'identità maschile del soggetto, sul versante edipico femminile questa identità sessuale, l'identificazione della donna al proprio sesso, resta priva di un modello identificatorio femminile per l'impossibilità della donna di identificarsi con la propria madre sia essa presa come madre che come donna la distinzione fra questi due termini, lo vedremo, è essenziale.

La necessità di limitare il campo d'indagine all'identificazione che è in giuoco al termine dello sviluppo edipico indicato da Lacan, per intenderci, come III tempoè imposta dalla dimensione e dallo spessore teorico di questo concetto la cui vastità e le cui articolazioni rischierebbero di fuorviarci rispetto alla direzione intrapresa.

Un punto essenziale va tuttavia tenuto presente: la sul forum femminile del pene del concetto d'identificazione - cui Lacan ha dedicato un intero Seminario - ripetutamente indagato da Freud e dallo stesso Lacan sul versante maschile - occupa, sul coté femminile della teoria, una posizione marginale, ambigua, irrisolta dovuta allo scacco in cui Freud si trova nel tentativo di spiegare il rapporto sul forum femminile del pene la donna e la Legge nonchè le sue conseguenze sulla formazione dell'Ideale dell'Io femminile.

Merita, infine, un chiarimento il termine impossibile riferito all'identificazione della bimba con la madre da intendersi non nel senso che tale identificazione non sarebbe possibile, ma nelle conseguenze fatali legate ad una tale possibilità che nella melanconia vedremo all'opera.

Inizierei col dire, allora, che c'è un travaglio nel desiderio di Freud, una precipitazione a concludere - nel senso di voler venire a capo di qualcosa - allorché si cimenta sulla sessualità femminile soprattutto nei testi che vanno dal '24 al ' Si avverte, più insistentemente che mai, dopo la scoperta dell'importanza della fase pre-edipica della bimba - paragonata nientemeno, alla scoperta della civiltà minoico-micenea - l'assunzione di un impegno titanico, quasi una promessa superiore non già alla forza spregiudicata del suo ingegno ma agli arnesi, agli strumenti teorici - non abbastanza sofisticati - di cui disponeva.

Bisogna come erezione debole potenza debole una pompa per il pene che la mancanza di questi strumenti - l'apporto della linguistica - non gli impedisce di giungere comunque al culmine di un percorso teorico estremo cui manca - nondimeno - l'essenziale. Con l'apporto di Lacan la teoria freudiana dell'opposizione maschile-femminile in relazione all'Edipo, la differenza di percorso fra un uomo e una donna, la peripezia della donna, vivono di nuova luce acquistando trasparenza.

Il soggetto trova il suo posto sul forum femminile del pene un apparato simbolico pre- formato che instaura la legge nella sessualità. E questa legge non permette più al sul forum femminile del pene di realizzare la sessualità se non sul piano simbolico.

Chi cura chi? Da che cosa? E per che cosa?

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C'è per La la barrato donna una cura? E in che consiste? Si sfiora, come si vede, una questione etica cui non manca uno spessore tragico.

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Ed è proprio in forza di questa sua ragione sul forum femminile del pene noi siamo qui a confermare con la nostra presenza la mancanza dell'Altro come Luogo per la differenza, a confermare che Lacan aveva ragione Come non cogliere che gli scritti che circolano attualmente nel Forum - gli esempi non mancano - battono all'unisono lo stesso chiodo, come non sentirli risuonare - con strumenti più o meno accordati - della stessa malinconica melodia?

E come non avvertire il fruscio di un girotondo che è anche un girare in tondo, un girare attorno a qualcosa - un Centro - che appena sfiorato rapidamente si dilegua. Credo che il nostro compito - di certo il mio - come analista donna sia quello di inter-legere appieno - voglio dire con stitichezza per lerezione i cinque sensi - la Ragione di questa ragione di Lacan e di Freud prima di luiper tentare di interrogare il rapporto fra teoria e cura.

Essere arrischianti - con Heidegger - è l'anima della nostra fatica. Di questo, proprio sul forum femminile del pene questo si tratta, di un al di là della Legge - malgré la loi - dice va Lacan.

E Kierkegaard, non ha forse passato la vita ad interrogarsi sul rapporto fra il Singolo ed il Generale?

Per entrare ora nel vivo dell'argomento non trovo di meglio da fare che riesaminare alla luce del contributo di Lacan sui testi freudiani, quella disimmetria essenziale che distingue il percorso edipico femminile da quello maschile e che implica per Freud due cambiamenti decisivi riferiti esclusivamente alla bimba.

Tale è la tesi di Lacan. O, ancora, quando a proposito dell'enigma donna, dirà - memore forse di Aristotele - che esso consiste in una perpetua alternanza e in un congiungimento impossibile fra maschile e femminile, due polarità fra cui mancando ogni riconciliazione possibile, c'è un'antitesi irriducibile che situa perciostesso la questione femminile sul versante del Tragico.

Merita qui un cenno la nozione di bisessualità presente in Freud sin dal che egli riconosce come una caratteristica più marcatamente femminile e con cui tenta di dar ragione dell'oscillazione più che dell'alternanzanella vita della donna, fra le due posizioni. E' proprio questo più di, come vedremo, a fare la differenza, a non permettere alcuna svolta verso il femminile.

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Libro III, pagg. Lacan qui - e non solo qui - non dice che l'identificazione della donna all'oggetto paterno è un meccanismo tipicamente, esclusivamente isterico, dice - nientemeno - che l'identificazione immaginaria al padre rientra, in un certo senso, per la donna nell'ordine di una necessità evidenziando, nel contempo, la mancanza nell'Edipo femminile, di un'identificazione con la madre.

Teniamo ben presente questo punto che ai fini del nostro discorso ha grande rilevanza. Va anticipato subito, che mentre Freud non rinuncerà mai ad affermare con ogni mezzo, anche a costo di sfibranti revisioni della sua teoria e sino al termine della sua vita, l'identificazione della bimba con la madre - quasi a voler operare l'impossibile quadratura del cerchio tesa a ristabilire con l'Edipo maschile una simmetria impossibile, Lacan eviterà prudentemente questa soluzione.

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Se il Nome del Padre - che dà fondamento alla Legge - è essenziale sul versante maschile alla strutturazione del simbolico, manca, - non senza ragione - sul versante femminile un Nome della Madre. E dunque? Per quanto tempo è stata trattenuta unerezione trovare in questo labirinto un orientamento? Qual è - ammesso che ci sia - l'identificazione che permette ad una donna di diventare una donna?

Per quel tanto d'onestà teorica che l'analisi di un testo esige, ho rilevato poco fa che l'interpretazione di Lacan che spinge la disimmetria edipica oltre il cambio d'oggetto sino all'identificazione, potrebbe apparire una forzatura. Freud dunque sembra considerare l'identificazione della bimba al padre se non proprio un evento normalmente presente nell'Edipo femminile, un evento limite fra patologia isteria e perversione omosessualità.

Sul forum femminile del pene sintesi, in questi scritti di Freud, l'identificazione della donna con il padre - cui Lacan si riferisce - pur essendo costantemente presente, lo è sempre in forma ambigua, mai esplicita.

Come è possibile sostenere l'accesso della bimba al femminile attraverso l'identificazione con un oggetto di sesso diverso dal suo?

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Il fatto è - lo vedremo trattando dell'identificazione sul versante materno - che Freud, nell'intento di risolvere questo paradosso, si troverà invischiato in un'impasse teorica ancor più seria.

Infatti, il tentativo di dar conto del desiderio femminile tramite il puro e semplice scambio pene-bambino, comporta la condanna del desiderio femminile alla funzione materna, l'identificazione fra sessualità femminile e procreazione e infine lo scambio di un desiderio femminile con un desiderio che, date le premesse, femminile non è. Il desiderio di una donna, ho detto, è desiderio di essere una donna ed è proprio questo che a Freud sembra sfuggire anche benché vada riconosciuto che il suo parziale accecamento non gli ha impedito di avvertire con grande sul forum femminile del pene il limite della sua teoria sull'invidia del pene e, più in generale, sull'Edipo femminile.

Sotto questo profilo, l'operazione di Lacan di spingere sul forum femminile del pene teoria freudiana oltre il cambiamento d'oggetto e di zona erogena, per estendere al concetto d'identificazione la disimmetria esistente fra un uomo e una donna, è non solo legittima ma essenziale per cogliere l'Edipo femminile nella sua nudità.

Se con i dati attualmente a nostra disposizione e con l'aiuto a quelli che andremo a raccogliere, fossimo in grado di rispondere con una certa fondatezza teorica a questa domanda, potremmo forse incominciare a sciogliere quel nodo enigmatico in cui il mistero del femminile è custodito. Tuttavia, se iniziassimo a farlo considerando l'ipotesi, solo in apparenza più probabile, che la bimba possa diventare una donna tramite un'identificazione con la madre analoga ma inversa a quella che, al termine dell'Edipo, si verifica sul versante maschile, saremmo fuori strada costretti ad ammettere, fra un sesso e l'altro, una simmetria inesistente anche per quanto riguarda l'identificazione e - possiamo finalmente aggiungerlo - la formazione dell'Ideale dell'Io che, pur rappresentando un punto chiave nella nostra ricostruzione, dobbiamo rinviare per non trovarci irretiti in un labirinto di concetti che aggiungerebbero a difficoltà altre difficoltà.

Rileviamo per ora, che comunque pene e donna le cose a livello teorico, l'identificazione sul versante materno, pur presente soltanto nello scritto del '32, è quanto basta perchè ce ne occupiamo sottolineando, in grassetto, che lo spazio dedicato da Freud all'identificazione della donna con la madre, è davvero risibile. Se si considera il primo tipo d'identificazione descritta, quella pre- edipica alla madre fallica, è facile constatare che sul piano della nostra ricerca, per la bimba, di un modello identificatorio femminile e di un desiderio femminile, tale identificazione non differisce da quella con il padre caratterizzata, in un primo tempo per ammissione dello stesso Freud, dal desiderio di possesso del pene.

Rileviamo, per intanto, che il risultato finale delle due identificazioni qui contemplate da Freud e dell'identificazione con il padre che vedremo all'opera nel caso di Doraprive sul forum femminile del pene sono di un reale modello identificatorio sessuale femminile, non ci autorizza a parlare né di un soggetto femminile, né di un desiderio femminile.

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E' evidente, a questo punto, che per affrontare le due questioni congiunte - del soggetto e del desiderio femminile - è tempo di sapere se esista nella teoria psicanalitica la possibilità per la donna e - prima ancora per la bimba - di un'identificazione non con una madre fallica, non con una madre che assuma nei confronti dell'uomo-padre una posizione d'oggetto, non con una madre nella sua funzione materna e nemmeno con una madre grazie all'identificazione con la quale si produca l'annientamento del soggetto.

Non è forse ragionevole e teoricamente corretto pensare che l'unica via davvero idonea per la bimba a realizzare sul forum femminile del pene propria identità sessuale femminile, sia la via in cui ad essere assunta come modello sessuale è la donna? Vale a dire qualcuno che non esiste se non come pas toute se non come Sul forum femminile del pene barrato donna? Infatti, l'identificazione immaginaria di Dora con il Signor K. Di questa identificazione Dora si serve per sapere che cos'è essere una donna ed è evidente che se se lo chiede è perché non lo sa, è perché non lo è.

La sua identificazione al l'uomo, portatore del pene, è per lei in questa occasione un mezzo per afferrare la definizione che le sfugge. La metafisica della propria posizione è la via traversa imposta alla realizzazione soggettiva della donna. La sua posizione è essenzial- mente problematica e, fino ad un certo punto, inassimilabile. Ma una vol- ta che la donna è impegnata nell'isteria, bisogna dire che la sua posizio- ne presenta una stabilità particolare.

Quando la sua questione pren- forma sotto l'aspetto dell'isteria, è molto facile per la donna porla per la via più breve, cioè l'identificazione al padre. Quando andremo a considerare, infatti, alcune differenze fra melanconia ed isteria, soprattutto sul versante dell'identificazione, vedremo che si sul forum femminile del pene proprio di questo.

In questa identificazione impossibile della donna con La barrato sul forum femminile del pene va individuata sia la causa originaria dell'orrore della bimba dinanzi alla scoperta della castrazione materna, sia la ragione dell'abbandono, dell'odio e del disprezzo del primo oggetto d'amore e della sua sostituzione con l'oggetto paterno, sia la ragione per cui il complesso di castrazione per la bimba segna l'inizio del complesso edipico.

La risposta definitiva che Freud darà all'ultima di queste domande, è che la bimba non perdona alla madre d'averla fatta nascere donna - da una donna - possiamo aggiungere.

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L'identificazione con la madre fallica, possibile nella fase pre - edipica proprio in virtù del possesso del fallo, con la scoperta della castrazione materna diventa impossibile nella misura in cui essa, in mancanza nel simbolico di un significante femminile equivalente al Fallo, evoca per la figlia lo scenario in cui la propria morte simbolica, come soggetto sessuato trova posto.

E' quanto accade, infatti, nella melanconia in cui mancando, lo vedremo, la possibilità di sostituire il primo oggetto d'amore con un altro oggetto, l'identificazione narcisistica con l'oggetto amato diventa fatale.

Rilevo qui, per inciso, il nesso esistente fra colpa e masochismo femminile. Alla vista del genitale Demetra accetta di libare superando, per un attimo, il suo cordoglio e Iacchos, un fanciullo, ride, per nulla spaventato.

Le dimensioni ideali esistono?

Che cosa terrorizza dunque una bimba? Su quale dei tre registri -immaginario, simbolico, reale - dobbiamo iscrivere l'intensità di questo orrore per riconoscergli quell'aspetto tragico che gli è proprio?

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E' evidente che attribuirlo alla scoperta, da parte della bimba, dell'evirazione della madre - come Freud suggerisce - nulla ci dice sul perchè la scoperta di questo sul forum femminile del pene susciti un'angoscia tale da produrre gli effetti che conosciamo - cambio d'oggetto e identificazione al padre. Freud, per spiegare l'orrore del femminile, fa ricorso alla biologia mentre Lacan chiama in causa l'ordine significante. Ho usato il termine Verwerfung non senza pensarci essendo, com'è noto, la forclusione del nome del padre il meccanismo che presiede all'instaurarsi della psicosi.

Il che non manca, naturalmente, di avere su di lei gli effetti che vedremo. Ci sono tutti gli elementi perché la bambi- na abbia della posizione femminile un'esperienza che sia diretta e simmetrica alla realizzazione della posizione ma- schile.

Non ci sarebbe alcun ostacolo se questa realizzazio- ne dovesse compiersi nell'ordine dell'esperienza vissuta, della simpatia dell'ego, delle sensazioni.

Eppure l'esperien- za mostra una differenza che colpisce - uno dei due sessi è necessitato a prendere come base della propria identifica- zione l'immagine dell'altro sesso. Vediamo dunque di cogliere, finalmente, alcune differenze ed analogie fra queste due sofferenze considerando ancora una volta ma da un'angolazione un po'differente, il desiderio femminile nei termini in cui viene pensato da Freud.

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Sappiamo che questo desiderio si situa, per Freud, in un humus abitato più dalla categoria del dare-avere che da quella dell'essere: avere un pene, avere il padre, dare un bambino alla madre, sul forum femminile del pene un bambino dal padre. La categoria dell'essere interviene o per segnare un'appartenenza essere la bimba del padre, essere la donna di, essere l'oggetto di oppure per descrivere un'identificazione con il padre essere come il padre.

Il desiderio femminile eternamente incagliato fra questo per e questo come viene riconosciuto -quando capita - spesso troppo tardi al termine di un lungo viaggio nel tempo che finisce per coincidere per la donna con l'inizio del suo declino. Il cambiamento d'oggetto, le peripezie che la bimba incontrerà nel suo processo di crescita e di maturazione, altro non sono se non le peripezie di chi - attraverso il cambio d'oggetto, l'invidia del pene e, infine, la nascita di un bambino - cerca instancabilmente nell'ordine significante un posto - il suo posto - che non esiste.

Padre, uomo, pene, bambino, sono dunque strumenti provvisori, sul forum femminile del pene a prestito per cercare di dar forma a quel desiderio impossibile che consiste per una donna nel poter essere una donna. La svista di Freud consiste nello aver scambiato un mezzo con il fine dimenticando, pare, che talvolta il fine giustifica i mezzi.

Il fine del desiderio femminile, infatti, - poter essere una donna - e aver diritto come donna, ad un posto nell'ordine significante, non ha nulla a che fare con l'invidia del pene se non nel senso dell'identificazione immaginaria di Dora con il Signor K. Detto altrimenti, il cambio d'oggetto che tanto ha dato da pensare a Freud e a Lacan e che ha impegnato questa ricerca, non si verifica.

Che cosa accade dunque nella sul forum femminile del pene Che cosa accade quando anche l'ultima illusione - il cambio d'oggetto - non è immaginabile? Accade che essendo impossibile l'identificazione con l'oggetto maschile, l'identificazione impossibile con il primo oggetto d'amore diventa - è il caso di dirlo - fatale.

Noi sappiamo infatti, per averlo, spero, sufficientemente esplorato, quale rischio comporti per la sul forum femminile del pene l'identificazione con la madre o con La la barrato donna: il rischio di trovarsi a diretto contatto con la dimensione della propria scomparsa, della propria non rappresentabilità come soggetto femminile.

Il versante tragico della melanconia consiste in tre identificazioni egualmente impossibili: l'identificazione con il padre, l'identificazione con la madre, l'identificazione fatale con La la barrato donna. Stupenda metafora per nominare un declino, quasi il calare di un sipario sul destino del femminile, lo stesso della propria madre. Ma anche il calare di quel velo che avvolge un soggetto nella spirale depressiva. All'inizio ebbe luogo una scelta oggettuale, un svincolamento della libido a una deter- minata persona, poi, a causa di una mortificazione o di una delu- sione subita dalla persona amata, questa relazione oggettuale fu gravemente turbata.

L'esito peni vestiti fu già quello normale, ossia il ri- tiro della libido da questo oggetto e il suo spostamento su un nuo- vo oggetto. Ci sono tutti gli ingredienti essenziali, tipici nella relazione edipica fra la bimba e la propria madre. Inutile dire che neppure l'odio conseguente al torto subito, è generalmente riscontrabile nella relazione madre - bambino. Al termine di questo primo flash orientativo sull'Edipo femminile, un dato emerge con sufficiente chiarezza: la mancanza per la donna, nel corso della sua evoluzione edipica, di un modello identificatorio femminile tale da permettere l'accesso alla proprio sesso e al proprio desiderio.

Non c'è dubbio che se il desiderio di una donna è di essere una donna, tale desiderio - di differenza - nella teoria pene in legno è contemplato né si vede come potrebbe esserlo al termine di una di una cura.

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Occorrerà la pazienza del cammello prima che il cammello diventi leone e il leone diventi fanciullo. Se posso esprimere un desiderio e un auspicio vorrei che il Forum nel misurarsi con il senso epocale della sua portata racchiuso nella formula c'è Altro dall'Altro - che significa segnare nel simbolico una differenza dal simbolico - fosse il Luogo di elaborazione di una teoria e di un'etica della differenza e della possibilità reale, voglio dire simbolica, di impostare su questa differenza la direzione di una cura.

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